Calendario

« < Giugno 2009 > »
Lu Ma Me Gi Ve Do Do
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 1 2 3 4 5
« < Luglio 2009 > »
Lu Ma Me Gi Ve Do Do
29 30 1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31 1 2

Login

Chi c'è online

Nessun utente online

Chi c'è in chat

Syndication

  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
Home

Dal nostro album

Giornata a Casa - DSCF0235    album3 - IMG_2907    album1 - DSCF2189    album1 - DSCF2170    album2 - IMG_2730    Giornata a Casa - DSCF0317    album1 - DSCF2197    album2 - IMG_2775    album3 - IMG_2825    album4 - IMG_2966   
La chiamata

La chiamata

Una delle mie preghiere preferite recita così: «Dio tacerà sempre se non gli presti la tua bocca. Dio non agirà mai se non gli presti le tue mani». Dio ha bisogno di noi! Per poter esprimersi, per poter dare segni della sua presenza, per agire, Dio ha bisogno di noi...

 

Una delle mie preghiere preferite recita così: «Dio tacerà sempre se non gli presti la tua bocca. Dio non agirà mai se non gli presti le tue mani».

Dio ha bisogno di noi! Per poter esprimersi, per poter dare segni della sua presenza, per agire, Dio ha bisogno di noi. Ha bisogno della nostra bocca per parlare e cantare, ha bisogno delle nostre mani per costruire e accarezzare, ha bisogno delle nostre gambe per camminare e danzare: «Quanto sono belli i piedi di quelli che annunziano buone notizie!» esclama il profeta (Is 52,7). Per pensare, Dio si serve della nostra mente, per amare del nostro cuore. Dio, che nessuno ha mai visto, ha bisogno di noi per farsi vedere! All’inizio della lettera agli Ebrei si legge: «Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio» (Ebr 1,1). Il vangelo di Giovanni esprime la stessa idea quando afferma che Dio si dice tramite Gesù, ovvero che la Parola («che era con Dio e era Dio») è «diventata carne» (Gv 1.14). La parola divina (mediante la quale Dio si dice) è diventata corpo, ossia è diventata occhi, orecchie, bocca, cuore, mente, mani, pancia, gambe, piedi.

 

Leggi tutto...
 
“Io vivo rischiando per te”.

“Io vivo rischiando per te”.

Christophe Lebreton, martire di Tibhirine. Dodici anni fa, a Tibhirine, insieme a sei confratelli, cadeva sotto i colpi degli integralisti islamici. Poeta, scrittore, cantore dell’amore di Dio, contemplativo dalla fede incarnata nella storia, ha donato tutto di sé fino al martirio.

Nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996, i sette trappisti del monastero di Notre Dame de l’Atlas, a Tibhirine, in Algeria, venivano sequestrati dai terroristi del Gruppo islamico armato (GIA). Dopo vari negoziati falliti fra rapitori e governi algerino e francese, i sette fratelli venivano barbaramente assassinati il 21 maggio 1996. Alla morte dei monaci una madre di famiglia algerina scrisse all’arcivescovo di Algeri queste parole: «Il nostro dovere è di continuare il percorso di pace, di amore di Dio e degli uomini nelle loro differenze. Il nostro dovere è di alimentare sempre i granelli che i nostri monaci ci lasciano in eredità».

 

La scelta dei monaci trappisti di restare in Algeria, nonostante il crescente clima di terrore e l’assassinio di numerosi preti, religiosi e religiose, era maturata comunitariamente dopo una visita intimidatoria da parte dei “fratelli della montagna” (così chiamavano i componenti del GIA) la notte di Natale del 1993. Mohammed, il custode del monastero, aveva detto a uno di loro: «Voi avete ancora una piccola porta dalla quale potete andarvene. Ma noi, no: nessuna via, nessuna porta». E Moussa, un operaio, aggiungeva: «Se partite, voi ci private della vostra speranza e ci togliete la nostra speranza». Quindi non sarebbe stato cristiano partire.

 


Leggi tutto...
 
I ragazzi veronesi e noi. Semi maledetti dell’idea violenta.

...fingendoli automi senza cervello, marionette dalla testa piena di segatura, deficienti semoventi. E invece un poco per volta impariamo che c’è nel cervello esattamente quello che c’è nel cuore, e cervello e cuore sono tutt’uno, e guidano o sviano la vita, al bivio tra l’acqua e il fuoco, fra la capacità di voler bene e la desolata violenza e distruttività. Impariamo che esiste una 'affettività intellettiva' che istupidisce e ottenebra

La prima reazione ai tragici fatti di Verona è un rabbioso sgomento di fronte a una violenza assurda, stupida, maligna, mortale. Animalesca, se ciò non offendesse le bestie selvatiche, incapaci della crudeltà 'umana'. Animalesca, forse ci forziamo a pensare, per toglierci l’angoscia di cercare qualche nesso intellettivo fra il rifiuto di una sigaretta e il calcio alla testa che sfonda il cranio della vittima. O forse c’è nei fatti il mistero che il male voluto è innesco del male inimmaginato È questa 'capacità criminale' del branco notturno, spicchio di una provinciale 'arancia meccanica', il pensiero pauroso che vorremmo d’istinto levarci dal cuore; fingendoli automi senza cervello, marionette dalla testa piena di segatura, deficienti semoventi. E invece un poco per volta impariamo che c’è nel cervello esattamente quello che c’è nel cuore, e cervello e cuore sono tutt’uno, e guidano o sviano la vita, al bivio tra l’acqua e il fuoco, fra la capacità di voler bene e la desolata violenza e distruttività. Impariamo che esiste una 'affettività intellettiva' che istupidisce e ottenebra, quando esalta la violenza, il culto della forza, il disprezzo del diverso, la sopraffazione del debole. Si comincia, si dà fuoco; poi è l’abisso che esplode.

Dei cinque ragazzi del branco, tutti già identificati, tre sono in carcere. Giovanissimi, fra i 19 e i 20 anni. Il primo è descritto dagli inquirenti come un estremista di destra, già cacciato dagli stadi come ultrà, già indagato per associazione a delinquere finalizzata a discriminazione razziale. Gli altri due catturati sono detti 'ragazzi qualsiasi, un po’ aggressivi'. Gli ultimi due che mancano, fuggiti all’estero, assomigliano al primo, con lo stesso profilo di ultrà di destra. Questa tavolozza che porta gli inquirenti a escludere una connotazione 'politica' dell’aggressione, non ci esonera affatto dall’inquietudine. Se la violenza criminale episodica, qui innescata da futili motivi, si contamina nel vissuto adolescenziale con i simboli, i simulacri, le memorie violente e mortali conosciute nella storia e nella politica, quasi tratte fuor di vergogna, ciò rappresenta la peggior pedagogia della forza seducente del male e della sua crudeltà.

  Ora possiamo chiederci se queste vicende di branco scoppiano come notturni funghi, o se invece la vita di questi adolescenti paga uno scacco covato da lunghe carenze educative. Ma no, ed è shock di nuovo: sono figli di famiglia, situazioni benestanti; uno studia al liceo classico, un altro lavora come metalmeccanico, il terzo fa il promotore finanziario. E le famiglie sono affrante, incredule, i padri ammutoliscono, le madri piangono. È questo dilagare del dolore dalla cima d’un singolo maledetto crimine stupido e folle che ci dà la proporzione della forza riproduttiva del male. Toglierci da questa maledizione è ora il disegno di un possibile salvamento, se si intercetta la gramigna ai primi semi. I semi maledetti dell’idea violenta, del simbolo violento, del concetto che l’alterità è antagonista, che la diversità è ostile, che la fragilità scatena l’aggressione, e infine che fra gli uomini lupi domina chi è più lupo.

Quante complicità e connivenze da togliere. Dalle memorie, dalle politiche, dalle ideologie. Dal cuore.

 
<< Inizio < Prec. 1 2 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 4 di 5

in evidenza

Link Utili

 

www.canisciolti.it

www.stracastello.com

Sondaggi

vota il Reuccio 2008 dell'oratorio
 
vota la Reginetta 2008 dell'oratorio
 
 
RocketTheme Joomla Templates